Allestimento vetrine
Per una gioielleria di lusso
- Cliente
- Pac Team Europa
- Dove
- Milano · Roma
- Anno
- 2024
- Discipline
- Ingegnerizzazione, 3D, tavole tecniche
Con il team di Pac Team Europa abbiamo portato le creatività di un artista nelle vetrine di una gioielleria di lusso, a Milano e a Roma: il negozio ricostruito in 3D a grandezza vera, ogni elemento progettato al millimetro perché si incastrasse e funzionasse davvero, poi ingegnerizzato per stare in quegli spazi.
I vincoli del negozio: 60 cm di profondità e nessun foro
Sono vetrine di lusso, a Milano in via Montenapoleone e a Roma in via Condotti. Le teche restano al loro posto, coi gioielli dentro, e restano anche le colonne fisse. Dal vetro al fondo ci sono circa 60 cm. La struttura che regge l'allestimento se ne prende 18.
Il negozio poi non si tocca: non un foro, non una vite. Sul serramento ci sono i sensori dell'allarme. Nessun pezzo può coprire un gioiello. Gli elementi passano nei vuoti che restano: 37 cm fra le colonne, 17 fra le cornici delle teche.
Dal rilievo al negozio in 3D, a grandezza vera
Le creatività sono di un artista: illustrazioni pensate per le vetrine, da portare su tre facciate diverse, fra Milano e Roma.
Dal rilievo ho ricostruito tutto il negozio in 3D, a grandezza vera: le teche, le colonne, il serramento e gli allarmi. Su quel modello, col team, abbiamo realizzato ogni elemento in modo realistico, perché funzionasse davvero, dai fondali agli animali, e poi l'abbiamo ingegnerizzato per lo spazio che aveva. Il dettaglio è arrivato fino alle tolleranze di millimetri, perché tutto si incastrasse con precisione e l'allestimento funzionasse nel suo insieme. Dove la profondità non bastava abbiamo diviso l'illustrazione in strati, uno dietro l'altro. Ogni pezzo l'ho modellato in 3D col suo spessore. Poi le anteprime, per vedere ogni vetrina prima di costruirla.
La vetrina in esploso, dal vetro al fondo
Una vetrina va per piani, dal vetro verso il fondo. Ogni pezzo ha il suo spessore, il suo materiale e il suo modo di stare su: cartoncino e alluminio da 2 mm stampati, Forex da 3 mm che si piega senza rompersi, colle UV che non ingialliscono.
- 01FregioCorre sulla base, davanti a tutto.
- 02StratiIn basso, uno dietro l'altro, entrano nella base a pettine.
- 03FondaliSulle colonne, sopra e sotto le teche, fissati coi magneti.
- 04AlberiNei vuoti fra le colonne, appesi in alto a una rete saldata.
- 05TelaioTubo 20×40, piegato a C.
- 06BaseTiene dentro le luci, i cavi e il trasformatore.
Il fissaggio: magneti e incastri, senza viti
Il negozio non si poteva forare, quindi ogni pezzo sta su coi magneti, con l'aggancio a strappo o a pressione.
Gli strati in basso finiscono a pettine e i denti entrano nelle fessure della base, disegnate al millimetro. In via Montenapoleone sono in cartoncino da 2 mm, più flessibile, così si montano senza deformarsi. I fondali si attaccano alle colonne coi magneti, con una pellicola sul metallo perché la finitura non si segni. Il telaio in tubo 20×40 si aggancia al serramento a strappo e piega a C per scavalcare i sensori dell'allarme.
Alcuni pezzi erano più larghi del passaggio fra le due colonne fisse: li abbiamo divisi in parti che passano dal vuoto e si rimontano dentro la vetrina.
Anche il peso ha la sua strada: i pezzi grandi scaricano a terra o sulle teche, su piastre rivestite che non le segnano.
L'illuminazione delle vetrine, nascosta nella base
Le strisce LED sono nascoste nella base, dietro il fregio e gli strati: accendono l'illustrazione dal basso. Dentro la base stanno anche i cavi e il trasformatore. I faretti che c'erano già nel negozio sono schermati.
Anche quello che non si vede è in regola: i componenti elettrici sono certificati CE e UL, i materiali rispettano il regolamento europeo REACH.
Tavole tecniche ed esecutivi: 175 tavole per sette vetrine
Il progetto è di Pac Team Europa, che costruisce vetrine, espositori e stand: ho affiancato il loro team nell'ingegnerizzazione.
A Milano le vetrine erano cinque, tre sulla via e due in galleria, più una figura grande sopra l'ingresso. A Roma erano due. Per questo allestimento ho disegnato 129 tavole per Milano e 46 per Roma, partendo dai file dell'artista. Poi ho preparato 193 file di taglio e 17 modelli STEP delle strutture. Le grafiche sono stampate a grandezza vera: il fregio di una vetrina in galleria è lungo circa 4,3 m.
Ogni vetrina ha lo stesso schema: la creatività, l'insieme, l'indice, poi una tavola per ogni pezzo, con le quote, l'esploso e la posizione, e alla fine la posa.
I tecnici della maison hanno commentato le tavole una per una, e ogni richiesta andava fatta stare nei vincoli. I fiori sono fatti di palline da 10 mm, la misura della loro guida, quindi più piccoli di così non potevano diventare. Gli alberi dovevano restare accesi, con 180 LED ciascuno. La figura all'esterno doveva reggere all'aperto: la stampa argento del primo campione si staccava, e Pac Team Europa l'ha rifatta a freddo. In due settimane ci sono stati quattro giri di campioni.
A Roma il rilievo è arrivato a progetto avviato, con alcune misure ancora da verificare, e i sensori dell'allarme di una vetrina si sono visti solo dopo: anche lì il telaio piega a C per scavalcarli.
Le date di consegna erano vincolanti, con una penale in caso di ritardo, e a dicembre c'è stata da rivedere anche la figura sopra l'ingresso. È stato il secondo di tre allestimenti per questa gioielleria, fra la primavera 2024 e la primavera 2025.

L'allestimento finito, la sera
La sera, dalla strada, l'allestimento sta attorno alle teche e i gioielli restano in vista.
Per mostrare il progetto ho ridisegnato le creatività, il nome sull'insegna e le immagini: quelle originali restano riservate. Le misure del negozio, i vincoli e il lavoro tecnico sono quelli del progetto reale.