SU DI ME
SU DI ME
chi sono Piacere, Francesco. Da quando ho memoria costruisco cose - a un certo punto hanno cominciato a pagarmi. Chi sono, dove sono stato, cosa ho studiato: te lo racconto. Ma soprattutto ti racconto i perché - nessuno si chiede mai i perché. Io sì.
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Ho sempre funzionato allo stesso modo: trovo una cosa che mi interessa, ci entro dentro, la smonto, capisco come funziona e non mi fermo finché non ne tiro fuori qualcosa che prima non c'era. È successo con la fotografia, con la musica, con la scrittura, con il codice - ogni volta con gli strumenti che avevo, spesso improvvisati, quasi mai quelli giusti. Non importava. Quello che importava era costruire.
A oggi il conto è più o meno questo: ho scattato con una reflex rubata ai miei, messo in piedi uno studio fotografico con luci di fortuna e un fondale preso in prestito, registrato un album con la mia band in uno studio tirato su in una casa in campagna, scritto cose che non ho mai fatto leggere a nessuno, e passato più notti di quante ammetterei a smanettare con codice e interfacce audio. Non sono mai riuscito a stare con le mani in mano. A un certo punto ho smesso di provarci.
Il design è il punto in cui tutto questo ha preso una direzione. Non è stato un cambio di rotta - è stato trovare il nome giusto per qualcosa che facevo già. La fotografia mi aveva insegnato a comporre un'immagine prima di sapere cosa fosse una griglia. La musica mi aveva dato il senso del ritmo - quando accelerare, quando lasciare spazio. La scrittura mi aveva insegnato che le parole pesano, e che se devi spiegare troppo probabilmente non funziona.
Oggi progetto con la stessa attitudine: ascolto, entro nel problema, e costruisco qualcosa che arrivi. Con la testa e con le mani, come ho sempre fatto. E mi diverto ancora a farlo. Non è un dettaglio: è il motivo per cui il lavoro ha vita dentro.
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Laurea con lode in Digital Humanities all'Università di Pisa (2017) — un percorso che unisce tecnologia e discipline umanistiche, e che mi ha insegnato a pensare i problemi prima di disegnarli.
Laurea con lode in Design all'Università di Firenze (2020), con specializzazione in visual design e interior design. È lì che ho imparato a progettare davvero: dare forma alle idee, non solo alle superfici.
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Dopo la laurea, un anno in agenzia di comunicazione a Milano come Graphic Designer: layout digitali, piani editoriali, il mestiere imparato sul campo. Nel 2021 ho aperto partita IVA e non ho più chiuso.
Oggi, con oltre cinque anni di lavoro alle spalle, mi occupo di branding, grafica digitale e stampa, editoria, modellazione 3D e rendering - collaborando con agenzie, aziende e privati. Se vuoi la versione completa, c'è il mio LinkedIn.
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Quando non lavoro cerco spazio. Surf, trekking, fotografia e viaggi mi aiutano a spostarmi, cambiare ritmo e guardare le cose da una distanza diversa. Sono momenti in cui rallento, osservo e lascio che le idee si riorganizzino da sole. Spesso è proprio lì, lontano dalla scrivania, che torna chiarezza e il lavoro riprende a fare il suo corso.
QUINDI
VUOI
SAPERE
COME
LAVORO?
1/Ascolto
Ogni progetto parte da una domanda: cosa vuoi che le persone sentano quando incontrano il tuo brand? Da lì costruisco tutto il resto.
2/Chiarezza
Tempi, costi e deliverable definiti prima di partire. Se qualcosa non è chiaro, è un problema mio, non tuo.
3/Cura
Progetto cose che funzionano anche fuori dalla presentazione — pensate per durare nel tempo e per essere gestite da chi le usa ogni giorno.
4/Ritmo
Quando lavoro ↘ ascolto questa musica: aiuta a tenere il ritmo e, a voler guardare bene, dai gusti musicali si capisce sempre qualcosa in più di una persona.